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E’ con grande entusiasmo (è come la conquista della libertà) che annunciamo che lo studio MBPHOTO diventa BEYOURSELF PHOTO. Questo cambiamento è frutto di una naturale evoluzione, che ha come base l’esperienza maturata nel wedding  e i tantissimi anni da fotoreporter in giro per il mondo a fare il VERO REPORTAGE.

BEYOURSELF è essere davvero se stessi, liberi di esserlo! BEYOURSELF è anche il METODO che abbiamo creato per garantire DAVVERO SPONTANEITÀ, NATURALEZZA.

E il reportage? Assolutamente reportage, certo. Ma quello VERO. E “IL VERO REPORTAGE E’ RELAZIONE”.

Come ora ti spiego in questo post, in realtà il reportage come viene proposto nel matrimonio NON ESISTE! E’ UN FALSO REPORTAGE. Te lo dico da fotoreporter, che ha sempre fatto il reportage, quello vero.

Ed è proprio il VERO REPORTAGE che noi proponiamo. Quello basato sulla RELAZIONE con gli sposi, creata però prima del matrimonio, per fare sì che gli sposi siano davvero spontanei, naturali e se stessi.

Venendo dal mondo del reportage internazionale era naturale per me proporre matrimoni in stile reportage, attraverso cui avere foto spontanee e naturali.

Mi sono reso conto ben presto però che il reportage così come è proposto nel matrimonio, senza cioè avere creato una RELAZIONE VERA con gli sposi, non può dare nessuna garanzia di spontaneità, naturalezza e autenticità. E’ un FALSO REPORTAGE. E soprattutto, la promessa che normalmente fanno i reportagisti di matrimonio, di non mettere in posa, di essere invisibili, è solo un modo di dire! Non è vero! Lo sanno tutti, ma è troppo comodo assecondare ciò che è di gran moda e che gli sposi associano alla spontaneità e a nessuna posa per ottenere la firma, piuttosto che dire loro la verità. Cosa succederà davvero poi il giorno del matrimonio è un altro conto….

Come fanno gli sposi ad essere spontanei e naturali se hanno davanti uno sconosciuto che hanno visto al massimo due volte? Come potranno essere se stessi? Il reportage fatto così non esiste, perché nella maggioranza dei casi gli sposi non saranno a proprio agio davanti alla macchina fotografica e non hanno idea di cosa fare e come muoversi. Poi davanti ad uno sconosciuto…

A meno che il fotografo non abbia ore e ore per farli piano piano rilassare e metterli a proprio agio, se vuole portare a casa il lavoro, sarà costretto a guidarli e metterli in posa. Si in POSA!!!! Gli dirà come devono camminare, come mettersi, come abbracciarsi, dove guardare, se ridere, se baciarsi…. Oppure se non li mette in posa, li tiene ore e ore mentre gli ospiti li aspettano! Questo perché non è la quotidianità degli sposi quella di stare davanti ad una macchina fotografica.
Senza pensare che il giorno del matrimonio porta con sé una serie di ansie, paure e tensioni ed è veramente difficile essere sé stessi e non sentirsi a disagio davanti ad una troupe di fotografi! Questo non è reportage e le foto non saranno spontanee e naturali!!

Ma qual è l’alternativa a questo finto reportage che promette foto spontanee e naturali, ma poi si affida alla casualità, all’improvvisazione o mette in posa gli sposi?

La soluzione è un METODO di lavoro basato sulla RELAZIONE! Come si fa nel VERO REPORTAGE. Il nostro METODO BEYOURSELF.

Perché la relazione? Come me ne sono reso conto? Venendo da una esperienza di fotogiornalista e di vero reportage, non è stato difficile realizzare che quello che viene venduto come reportage nel matrimonio, fosse un FALSO REPORTAGE. Entrare nelle vite delle persone e pensare di coglierne la spontaneità e la naturalezza senza avere creato prima relazione è quasi impossibile! Soprattutto perché queste persone non saranno se stesse davanti ad uno sconosciuto! Si sentiranno inibite e difficilmente si “scopriranno” mostrando le loro vere e autentiche emozioni.

E’ come pensare di entrare in una favela brasiliana, non avendo lavorato prima cercando dei buoni contatti! Nessun fotoreporter sano di mente lo farebbe. E’ un suicidio!

Realizzare che il reportage nel matrimonio veniva fatto in questo modo mi aveva quasi shockato. Non sapevo che fare. Non volevo tradire me stesso, ma nemmeno rassegnarmi. E’ stato uno di quei momenti in cui, fermi tutto e cerchi di ritrovare te stesso. Mi sono rifugiato nella mia libreria piena di libri fotografici. Mi è sempre piaciuto conoscere i backstage, i racconti degli stessi fotografi, come hanno realizzato quel lavoro, cosa pensano, cosa e chi li ha influenzati. Cosa li ha fatti diventare ciò che sono e prendere ispirazione

Ad un certo punto mi rendo conto che la soluzione l’avevo sotto gli occhi ed era quello che avevo sempre fatto nel VERO REPORTAGE. Era la conferma di un qualcosa che avevo dentro di me. Infatti, leggendo e rileggendo, vedo che quasi tutti i grandi della fotografia, anche di generi, culture, epoche diversi, avevano un fil rouge che li univa. La RELAZIONE che instaurano con i loro soggetti. Questa relazione gli consentiva di vincere le loro resistenze e i loro timori, per poi , una volta completamente a loro agio iniziare a scattare. Era questo il loro segreto. In realtà era esattamente ciò che ho sempre fatto da fotogiornalista e reporter. IL REPORTAGE, QUELLO VERO, È RELAZIONE. E’ la capacità di entrare in punta di piedi nel mondo che ti sta intorno, essere accettati in un ambiente sconosciuto, a volte ostile e piano piano diventarne parte. E solo poi iniziare a scattare le foto. Che saranno davvero spontanee, naturali e in cui i soggetti sono se stessi.

Per i fotografi di ritratto, la relazione è altrettanto importante. Anche per quelli che fanno foto ad attori e modelle! Infatti, si pensa che sia facile fare foto agli attori, che questi siano dei soggetti facili. Tutt’altro! Magari saranno foto belle, ma saranno foto standard e poco personali. Questo perché per personaggi famosi è ancora più difficile fare si che le foto rispecchino il loro vero io, senza maschere. E’ qui che la relazione assume tanta importanza. E’ qui che la relazione fa la differenza tra una foto formalmente bella e delle foto autentiche, naturali che rivelino l’anima del soggetto.

Partendo dagli insegnamenti dei grandi della fotografia, anche nel matrimonio quindi, instaurare una relazione è fondamentale per avere foto veramente spontanee, naturali e autentiche. Foto in cui gli sposi siano davvero se stessi e che rivelino la loro anima più vera.

E tutto ciò non può essere fatto il giorno del matrimonio, né in fugaci incontri.

La soluzione era davanti ai nostri occhi. E cioè quella di creare un percorso relazionale, che sia semplice e piacevole per gli sposi, attraverso cui portare gli sposi ad essere spontanei e a proprio agio davanti al fotografo e alla sua macchina fotografica.

Mi sono chiesto come mai se tanti grandi fotografi ne parlano così apertamente, nessuno dei fotografi di matrimonio ci avesse mai pensato e invece puntano tutto sulla carta della simpatia, barzellette a sfinire e delle pacche sulle spalle il giorno del matrimonio, a rischio di non riuscire a rendere gli sposi naturali e spontanei? Magari fanno cmq foto belle, ma non sono certo spontanee e naturali! Sicuro molto standard e impersonali.

Non so quale sia la risposta. Forse è che il fotografo è talmente innamorato di sé stesso e della propria arte da pensare di potere ovviare alla mancanza di relazione, oppure semplicemente perché creare relazione attraverso un percorso richiede tempo e impegno da parte del fotografo. Oppure pensa di sfruttare l’idea degli sposi che il reportage dia il beneficio della spontaneità e che poi quando ci si trova, tanto si farà guidare, visto che non ha idea di cosa fare e come mettersi. Oppure ancora, non gli interessa rendere i propri matrimoni davvero diversi l’uno dall’altro. Gli basta fare delle foto con un bello sfondo e non gli interessa che gli sposi siano davvero loro stessi, catturare la loro vera essenza, l’anima.

Ecco, invece a noi è proprio questo che interessa. Fare si che ogni matrimonio sia davvero autentico, dove gli sposi siano se stessi e dove venga fuori quello sguardo, quel gesto che è solo loro, in cui si veda la loro vera essenza.

In fondo il fotografo non dovrebbe scattare per sé stesso per il proprio ego, non dovrebbe cercare di realizzare foto magari belle ma uguali ad altre cento, senz’anima, ma invece dovrebbe fare in modo che i ricordi di quel giorno sia veri, spontanei e non standardizzati.

Per questo MBPHOTO diventa BEYOURSELF e abbiamo creato il nostro METODO BEYOURSELF.

Se vuoi sapere come ottenere foto spontanee attraverso la relazione che è alla base del nostro, metodo scoprilo su www.beyourselfphoto.info.

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