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Luisa è una ragazza come tante che ha deciso di sposarsi con il suo amore grande, Piero.
Ha iniziato a muoversi tra i mille preparativi del matrimonio 14 mesi prima del suo Wedding Day, e con grande energia e passione è riuscita a mettere in agenda tutte le scelte importanti.
Insieme a Piero hanno subito scelto la chiesa dei loro sogni sull’Aventino, hanno fissato la location sull’Appia Antica nella quale organizzare il banchetto e scelto tutto il menù.
Poi sono passati alle altre decisioni, un po’ su tutti i servizi che servono per un matrimonio con la “M” maiuscola.
Tra tutte le cose da fare però c’erano due che non riusciva mai ad affrontare, rimandava sempre il momento di passare all’azione per fissare qualche appuntamento e scegliere.
Luisa è sempre stata convinta, fin da piccola, di essere una ragazza “sotto la media” e di non poter competere con le “bellissime” del suo gruppo di amicizie. Anche a scuola si concentrava solo sullo studio perché in quello poteva dimostrare di avere le capacità dei migliori, ma alle feste non si sentiva mai a suo agio.
Questa sua convinzione la portava ad avere un rapporto complicato con la fotografia.
Ha sempre odiato farsi fotografare perché era poi costretta a guardarsi e a vedere tutti i suoi difetti.
E poi, visto che la foto serve per conservare momenti, luoghi e persone, per il futuro lei ha sempre voluto evitare che la sua immagine di ragazza brutta venisse diffusa.
Con questi presupposti lei non riusciva a prendere la decisione di fissare un appuntamento con qualche fotografo e nemmeno con i video maker.
Due categorie di professionisti che se non fossero esistiti lei sarebbe stata la donna più felice del mondo.
Sentirsi “costretta” a scegliere un fotografo perché un matrimonio senza foto non si è mai visto, era per lei una specie di tortura. Paolo che la conosce da molto tempo ha fatto mille ricerche sul web per trovare uno studio fotografico che avesse due caratteristiche, due valori per lui imprescindibili: Rapporto Umano e Sensibilità.
Per lui era assolutamente importante che Lucia non si sentisse a disagio e trovasse PERSONE prima che tecnici della fotografia. Quando Piero ha chiamato per un appuntamento per lei sono stati i 4 giorni più ansiogeni della sua vita. Viveva l’attesa di quell’appuntamento come un esame.

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